Maria Chiara Pievatolo<p><strong>Di professori e di sgherri: scienza (aperta) e amministrazione universitaria</strong></p><p><a href="https://doi.org/10.5281/zenodo.15052654" rel="nofollow noopener" translate="no" target="_blank"><span class="invisible">https://</span><span class="ellipsis">doi.org/10.5281/zenodo.1505265</span><span class="invisible">4</span></a></p><p>Nel testo sostengo che anche il rituale della revisione fra Pari (maiuscola voluta) chiusa come prescritto dall' <a href="https://poliversity.it/tags/Anvur" class="mention hashtag" rel="nofollow noopener" target="_blank">#<span>Anvur</span></a> è un lavoro del cavolo. Discuterlo qui invece non lo è - o, per essere meno ottimisti, non lo è necessariamente. </p><p>L'ultima citazione - anche se è un livello molto più basso del cielo stellato - è proprio di Kant.</p>